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Prepariamoci al divertimento in acqua

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Prepariamoci al divertimento in acqua

Avete preso il vostro primo brevetto da poco e avete svolto solo poche immersioni entro i venti metri, oppure siete esperti subacquei tecnici che si avventurano oltre i settanta?

Non importa, in entrambi i casi c’è un elemento comune: vi immergete per puro divertimento in acqua. In fondo il divertimento in acqua è l’obiettivo di tutte le nostre attività acquatiche, siano esse semplici escursioni di snorkeling o complesse missioni tecniche.

divertimento in acqua

In ogni caso, divertirsi dipende dall’atteggiamento mentale che assumiamo nei confronti dell’evento inaspettato. Se riteniamo che la situazione sia adatta alla nostra preparazione, all’uscita diremo che ci siamo divertiti.

A rendere un’immersione più o meno divertente, dipende sempre da come interpretiamo o meglio percepiamo la situazione che si è creata. Quindi possiamo possiamo aumentare il divertimento o meno.

Nel caso di immersioni troppo “facili“, spetta a noi trovare spunti interessanti per stimolare il nostro divertimento in acqua. Un appassionato di biologia marina o di fotografia subacquea raramente troverà noioso un panorama sommerso. Nel caso di immersioni ritenute troppo “difficili“, i casi sono due: o lo sono realmente, e allora siamo stati incoscienti, o le riteniamo tali, in questo caso significa che siamo giunti impreparati.

La preparazione è l’elemento chiave che ci permette di immergerci in quasi tutte le situazioni sentendoci a nostro agio. Il controllo dello svolgimento dell’immersione è l’altro.

Questi sono i concetti di base di una immersione ricreativa, che ha lo scopo di divertire chi la pratica, e sulla base di ciò si può dettare un

Decalogo” per un sano divertimento.


1.   Curare le attrezzature

Le attività subacquee con autorespiratore sono altamente tecnologiche, dipendono cioè in modo essenziale dalle attrezzature utilizzate. Ciò vale per qualsiasi profondità a cui vi immergete, sia a pochi metri sia se scendete negli abissi. Abituatevi fin dall’inizio a conservare le attrezzature ben funzionanti. Quando le condizioni nell’immersione cambiano, non c’è niente di più rovinoso del pensare che le proprie attrezzature potrebbero non funzionare.

Questo vale soprattutto se utilizzi le tue proprie attrezzature, ma anche se stai utilizzando attrezzature noleggiate.

Le ispezioni annuali, raccomandate dai produttori e dai vari manuali didattici, sono necessarie. Chi afferma il contrario non sa quello che rischia a discapito di qualche decina di euro speso per la manutenzione.

2.   Essere fisicamente pronti

Alcune immersioni, per il cambiamento meteo-climatico o ambientale, possono improvvisamente diventare impegnative dal punto di vista atletico.

Pensate, per esempio, di dovere tornare indietro vincendo una forte corrente. Come saprai, esistono tecniche che ti permettono di avanzare anche se con molta fatica, come quella di strisciare sul fondo e/o aiutarsi con le braccia.

Comunque sia dovremo faticare.

Dobbiamo sempre tenere conto di un possibile sforzo da compiere, repentinamente per diverse cause. Questo presuppone un costante e regolare allenamento fisico.

Inoltre se non vi sentite bene a sufficienza, non scendete in acqua.  E’ meglio riposarsi.

Rinunciare all’immersione in questi casi è indice di maturità!

3.   Programmare l’immersione

Sebbene il nostro cervello ami le sorprese, la nostra sicurezza richiede che l’immersione non sia improvvisata. Anzi, deve essere pianificata anche nei minimi dettagli, considerando pure i potenziali sviluppi delle situazioni.

Avere previsto nella pianificazione come comportarvi in caso di separazione dal compagno vi permette di evitare di attaccarvi a lui come una remora, per paura di perderlo.

Ricordate quindi di pianificare l’immersione insieme al compagno, ponendovi sempre domande del tipo: «Cosa facciamo se . . . ?».

4.   Controllare lo svolgimento dell’immersione

La programmazione non serve a nulla se rimane solo sulla carta come un buon proposito.

Preparazione e controllo sono gli elementi chiave per sentirci a nostro agio in immersione, trovando mille spunti per un divertimento in acqua garantito!

Durante lo svolgimento dell’immersione bisogna controllare che tutto si svolga come da programma oppure adottare le misure correttive previste durante la pianificazione.

Per farlo abbiamo bisogno di conoscere o verificare una serie di parametri: profondità, durata dell’immersione, scorta d’aria, riferimenti sul fondo, indicazioni della bussola ecc.

È bene imparare a mantenere il controllo di tutti i parametri, senza dimenticarne qualcuno. Per farlo ci aiuta ricorrere a una sequenza abitudinaria di controllo dati e riferimenti.

5.   Restare nei propri limiti

Nonostante abbiamo fatto una corretta pianificazione e manteniamo il controllo di tutti i parametri tecnici, possiamo sentirci a disagio o, peggio, in pericolo, solo perché siamo in una situazione del tutto nuova, che non avevamo mai affrontato in passato. In pratica, ci siamo spinti oltre i nostri limiti.

Ovvio che la “crescita” come subacqueo avvenga superando, passo dopo passo, i limiti imposti dalla nostra scarsa esperienza. Il divertimento in acqua è consapevolezza anche di cosa possiamo fare con l’esperienza che abbiamo.

Tuttavia è bene spingersi a profondità maggiori gradatamente senza forzare le tappe. Se fino a ieri vi siete immersi solo fino a 20 metri di profondità, scendere a 22 o 24 cambia di poco la situazione. Piombare subito a 40 è cosa ben diversa!

Se proprio volete spingervi molto oltre i vostri limiti, è meglio che lo facciate sotto la supervisione di un bravo istruttore, in grado di evitarvi errori pericolosi.

6.   Mantenere il controllo della respirazione

Nelle situazioni di massima concentrazione e nei casi di impegno fisico, una delle tecniche fondamentali per ottenere il massimo rendimento è il controllo della respirazione.

Nelle attività subacquee questo non solo è vero, ma è anche enfatizzato dal fatto che il più grande pericolo, reale e percepito, resta quello di rimanere senza aria da respirare.

Mantenere il controllo della respirazione aiuta il cervello a restare razionale. Inoltre, ci permette di ridurre la possibilità di andare in panico. In ogni momento dell’immersione dovreste concentrarvi sulla respirazione, mantenendone il completo controllo. Se non riuscite a mantenerlo allora siete in una situazione di potenziale pericolo.

Il controllo del respiro può essere anche un ottimo esercizio per il mantenimento dell’assetto.

7.   Nel dubbio interrompere l’immersione

In ogni caso in cui non vi sentile adeguatamente a vostro agio, non immergetevi.

Se già siete in immersione, richiamate l’attenzione del compagno e cercate, se possibile, di eliminare il fattore che vi induce un’eccessiva tensione (profondità eccessiva, troppo lontani dal fondo, parete verticale molto alta, ecc.).

Se non è possibile eliminarlo mantenete il controllo della respirazione, interrompete l’immersione e risalite in superficie. Ricordate comunque di effettuare, a meno che sia impossibile, la sosta di sicurezza.

8.   Risalire lentamente ed effettuare sempre la sosta di sicurezza

Una volta che si decide di risalire bisogna prendersela con molta calma. Siate sicuri che il compagno e il resto del gruppo abbiano compreso che si risale (o almeno lo farà la vostra coppia).

Risalite lentamente e rallentate in prossimità dei 10 metri. Ristabilite la condizione di galleggiabilità neutra e risalite altri cinque metri circa, alla quota della sosta di sicurezza.

Qui aspettate per almeno tre minuti. Un buon modo per passare questo tempo è quello di ricontrollare tutti i parametri dell’immersione, verificandone sulle tabelle (se non avete il computer) il profilo.

Potete usare come tempo di fondo anche la durata dell’immersione fino al raggiungimento della quota della sosta di sicurezza. Se siete “fuori curva” siete comunque alla profondità giusta per la decompressione di emergenza.

9.   Responsabilità verso il compagno e il gruppo

Quando ci si immerge, lo si fa in due. In genere ci si immerge in gruppo. L’importante è considerare il gruppo come un insieme di coppie.

La “molecola” delle attività subacquee ricreative è composta da due atomi: il subacqueo e il suo compagno. Questo non significa però che dovete restare attaccati a lui come una remora.

Nemmeno che dovete essere la sua ombra. Ricordate quindi di comunicare al vostro partner tutte le vostre decisioni. prima di attuarle, e concordate con lui razione più adeguata alla situazione.

Comunicare in acqua è difficile, meglio farlo durante la pianificazione. Una volta che la coppia ha deciso di fare qualcosa deve comunicarlo al gruppo. Se non ci riesce la situazione non è molto grave.

Una guida sarà meno preoccupata se una coppia si è separata dal gruppo rispetto a quando a farlo è il singolo sub.

10.   Essere pronti a divertirsi

L’ultimo consiglio è il più importante. Siate pronti a divertirvi.

Ricordate che un evento inaspettato è comunque qualcosa che al nostro cervello piace, sia se si presenta come piccola sfida sia se appare come una sorpresa. Se avete applicato gli altri consigli, ora l’evento inaspettato diventerà una “piacevole” sorpresa da raccontare agli amici.

 


controllo attrezzatura

Obiettivi

Il divertimento in acqua può essere ottenuto anche raggiungendo un obiettivo preciso. Per alcuni, esso può essere semplicemente quello di vincere una sfida con gli altri o con se stessi. Sebbene non vi sia dubbio che la vittoria in una  sfida è una delle più grandi soddisfazioni che si possano provare, in molti casi il tentarla può portare a conseguenze disastrose.

O ci prepariamo bene prima, come dei veri atleti, oppure corriamo il grande rischio di farci del male.
L’ambiente acquatico non è adatto alle sfide, per esempio, di profondità.

Il “cercare il proprio limite” in un ambiente avverso comporta anche buone probabilità di superarlo, però il rischio è quello di non riuscire a tornare più indietro!

Enjoy it!

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